Arte e cultura di Bali: bellezza da vivere

Se siete appassionati di arte e cultura Bali vi ammalierà in pochi istanti. L’isola sa affascinare non soltanto per i colori della sua natura o la spiritualità dei suoi templi, ma anche per la sua arte raffinata e la cultura originale. Quale che sia il vostro gusto estetico quando si parla di arte, l’isola di Bali vi saprà incantare con la sua raffinatezza presente in ogni manifestazione artistica. Dalla scultura alla danza, dalla pittura al teatro, non c’è rappresentazione che non porti con sè un’incredibile varietà e profondità di significato. Scopriamone insieme i dettagli!

Bali, un viaggio fra arte e cultura

L’arte classica balinese affonda le sue radici nell’arte hindu giavanese portata sull’isola dall’impero Majapahit intorno al XIV sec. e il villaggio di Kamasan, nella reggenza di Klungkung, ne è stato il centro nevralgico fino all’inizio del XX sec. Dagli anni venti del secolo scorso, pian piano, i dintorni di Ubud sono diventati il centro artistico dell’isola. Ubud e Batuan attraverso la pittura, Mas con l’intaglio del legno, Celuk con l’arte orafa e Batubulan tramite la scultura.

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Pittura

La pittura classica, conosciuta anche come stile di Kamasan o stile Wayang, è caratterizzata da figure bidimensionali e tradizionalmente viene dipinta su tessuto o carta. Vengono utilizzati solo coloranti naturali e, quindi, i colori utilizzati si limitano all’ocra, il nero e il rosso. Le storie rappresentate provengono principalmente dal Ramayana o dal Mahabharata. Il soffitto del padiglione Kertha Gosa nel palazzo reale di Klungkung è decorato  seguendo questo stile.

 

Pittura balinese in stile Kamasan
Pittura balinese in stile Kamasan

Nel 1936, sotto il patrocinio della famiglia reale di Ubud e con l’aiuto dell’artista olandese Rudolf Bonnet, venne fondata la Pitamaha Art Guild (l’associazione artistica Pitamaha) con l’intento di preservare l’arte balinese e fare formazione artistica. La Pitamaha fu attiva fino all’inizio della seconda guerra mondiale nel 1942 e tra gli artisti più rinomati di questa associazione possiamo ricordare Ida Bagus Made e I Gusti Nyoman Lempad.

 

Le influenze occidentali visibili nello stile di Ubud si riscontrano meno nello stile di Batuan. I dipinti provenienti da questo villaggio (distante da Ubud solo 10 km) sono spesso molto scuri e rappresentano solitamente scene leggendarie e di vita quotidiana, ma anche scene notturne con grotteschi spettri, strani animali, mostri e streghe. Un importante esponente di questo stile è I Nyoman Ngendon le cui opere sono esposte al Museo di Etnologia e al Tropen Museum di Amsterdam, oltre che all’Agung Rai Museum of Art (ARMA) ad Ubud.

Sanur a differenza di Ubud e Batuan si trova lungo la costa, e l’influenza del mare si riscontra anche nello stile di pittura. I soggetti dei quadri non sono più icone religiose, ma vengono rappresentati solitamente creature marine, scene erotiche e animali selvaggi e i dipinti, in generale, sono più leggeri e ariosi. Le opere sono per lo più in bianco e nero, ma si trovano anche quadri colorati da abili artisti specializzati nel colore. La pittura a Sanur si è sviluppata anche grazie a Le Mayeur de Mepres (un artista belga che visse a Bali negli anni ’30) e ai fratelli Neuhaus che erano i principali mercanti d’arte dell’isola a quei tempi. Uno degli artisti più rappresentativi di questo stile è Ida Nyoman Bagus Rai le cui opere si trovano alla National Gallery of Australia e al Tropen Museum di Amsterdam.

Miniature Keliki
Miniature Keliki

Nel corso degli anni ’60 e ’70 altri due stili di pittura presero piede a Bali: la pittura dei “giovani artisti” (Young Artists) e le Miniature di Keliki. La prima prende il nome dalla “scuola di pittura per giovani artisti” fondata da Arie Smit, un artista olandese trasferitosi a Bali negli anni ’60. Questa corrente artistica è caratterizzata da uno stile che ricorda molto i disegni dei bambini: molti colori, linee semplici e un gioco continuo di contrapposizione di colori e forme. Uno degli artisti chiave di questa corrente fu I Ketut Soki. Le miniature di Keliki prendono il nome, invece, dal nome del villaggio in cui viveva I Ketut Sana, il primo esponente di questa corrente. I Ketut Sana, studiando da maestri provenienti sia da Ubud che da Batuan, ha creato uno stile che unisce il disegno lineare di Ubud con la cura dei dettagli tipica di Batuan. Le opere hanno dimensioni variabili dai 5×7.5cm ai 25x32cm e ogni cm della tela è coperta con minuziosi dettagli di vita balinese.

Scultura

La Pitamaha Art Guild, oltre a dare una spinta alla pittura balinese ha influenzato molto anche la scultura dell’isola, modernizzando lo stile classico fortemente legato all’iconografia religiosa. Gli esponenti maggiori della scultura moderna sono Tjokot, Ida Bagus Nyana e suo figlio Ida Bagus Tilem. Questo stile moderno è caratterizzato dalla minore alterazione possibile del legno usato per scolpire e dalle figure slanciate e dalla forma allungata. Tjokot soprattutto era solito cercare alberi o rami dalla forma forma particolare, intagliarli il meno possibile e ricavare, così, totem spettrali.

La scultura in pietra è impiegata tradizionalmente per decorare templi. La maggior parte delle opere vengono realizzate con la pietra vulcanica detta paras, pietra lavica e molto tenera.

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Una delle opere di Tjokot

Danza balinese

Esistono oltre una dozzina di danze, ognuna caratterizzata da una coreografia specifica e puntuale. Le ballerine sapranno stupirvi e ammaliarvi con la loro maestria nel muovere tutte le parti del corpo, dai piedi agli occhi, danzando al ritmo del gamelan, l’orchestra tipica balinese.

L’esibizione in cui si possono notare maggiormente questi movimenti armoniosi è la Legong. Questa raffinata danza, infatti, è caratterizzata da un intricato movimento delle mani e dei piedi, battiti di ciglia ed espressioni facciali molto particolari. Tradizionalmente le danzatrici erano bambine che non avevano ancora raggiunto la pubertà e lo spettacolo veniva effettuato in coppia. Oggi è molto comune trovare danzatrici singole più adulte.

La danza del kecak, invece, mette in scena il poema epico hindu Ramayana. La particolarità di questa danza è che non viene accompagnata dal gamelan ma da un coro di uomini che intonano ripetutamente il suono “chak-a-chak-a-chak” conferendo allo spettacolo un ritmo cadenzato e ipnotico. Molto suggestiva è l’esibizione che, giornalmente, va in scena al Tempio Uluwatu durante il tramonto.

Un’altra danza che mette in scena un racconto epico è quella del barong. Il barong è un animale mitologico che protegge il villaggio da Rangda, la strega vedova. La danza è la rappresentazione della lotta tra il bene e il male e raggiunge l’apice con la spettacolare scene in cui gli abitanti del villaggio, sotto il sortilegio di Rangda, pugnalano se stessi. Non spaventatevi, non scorrerà del sangue: il barong renderà il loro corpo immune al Kriss (il pugnale rituale).

Musica

Un componente essenziale degli spettacoli di danza è il gamelan, l’orchestra tipica balinese. Costituita da circa 25 musicisti, è essenzialmente composta da strumenti a percussione come gong, i tamburi trompong, il gangsa (simile allo xilofono) e i cengceng  (piatti).  Ogni banjar (centro amministrativo del villaggio) dispone di un proprio gamelan e nelle sere precedenti ai giorni di festa, quando i musicisti provano, si può sentire risuonare la musica in tutto il villaggio.

Teatro delle ombre indonesiano

Il gamelan accompagna anche il wayang kulit, il teatro delle ombre indonesiano. Questa antica forma di intrattenimento, patrimonio orale e immateriale dell’UNESCO, è praticata a Bali sin dal X sec. Le storie narrate derivano principalmente dai poemi epici hindu come il Ramayana e il Mahabharata e vengono rappresentate tramite marionette in pelle di bufalo finemente decorate e poste dietro un telo di cotone. Le marionette, al contrario di quanto avviene in occidente, vengono mosse dal basso tramite tre asticelle (due fissate agli arti superiori e una alla base della figura) dal dalang (cantastorie).

Tradizionalmente gli spettacoli duravano fino al sorgere del sole, dando luogo così a performance di oltre sei ore! Oggigiorno è tuttavia possibile assistere a spettacoli più corti (un paio d’ore) in alcuni teatri di Ubud.

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Wayang Kulit, teatro delle ombre indonesiano