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La vita a Bali è un continuo susseguirsi di cerimonie e giornate di purificazione ricche di significato per i devoti induisti. Fra tutte le celebrazioni, Galungan e Kuningan rappresentano due dei più importanti appuntamenti per l’induismo balinese. Queste due celebrazioni hanno luogo ogni 210 giorni, a distanza di 10 giorni una dall’altra, e in questo articolo te ne spiegheremo il significato.

GALUNGAN: SIGNIFICATO

Il Galungan a Bali è la più  importante cerimonia hindu dopo il Nyepi, e viene celebrata ogni 210 giorni in accordo con il pawukon , il calendario balinese basato sulle fasi lunari e tramite il quale vengono pianificate cerimonie,  riti giornalieri e anniversari dei templi. Durante questo giorno i balinesi induisti si preparano ad accogliere tramite preghiere e offerte gli spiriti dei parenti defunti che tornano a visitare le loro vecchie abitazioni.

In balinese galungan significa vittoria; in questo giorno, infatti, si celebra la vittoria del Dharma sull’ Adharma cioè del bene sul male. Il Galungan a Bali è celebrato per ricordare agli umani che devono sempre combattere le cattive abitudini, i desideri malvagi e i comportamenti inappropriati.

LA LEGGENDA NARRA CHE…

…un re balinese chiamato Mayadenawa rifiutò il culto induista. Il re era talmente potente da risultare invincibile per chiunque tentasse di sfidarlo e perciò Indra, dio del tuono, del fulmine e della pioggia, decise di scendere sulla terra per sconfiggerlo. Il re, tramite le sue arti magiche, riuscì a ingannare l’esercito lasciando false impronte nella giungla (nei pressi di Tampaksiring che significa, appunto, impronta obliqua) in modo tale da confondere gli inseguitori. Indra però non si fece ingannare e riuscì a colpire il re ribelle con una delle sue frecce magiche. Il punto in cui Mayadenawa morì dissanguato divenne una sorgente sacra: la sorgente su cui sorge il tempio di Tirta Empul.

I RITUALI DEL GALUNGAN

La caratteristica più riconoscibile del Galungan è una decorazione chiamata Penjor. Il Penjor è un grande palo di bambù decorato con foglie di palma da cocco, riso, frutta, tuberi e noci di cocco che rappresentano i doni della natura; esso viene eretto all’entrata delle case balinesi come simbolo di sostegno dell’induismo e della saggezza.

Galungan in dettaglio

Il periodo che precede il galungan è ricco di cerimonie di preparazione allo stesso. Si parte ben cinque giorni prima:

  • il quinto giorno è il Sugihan Jawa, giornata dedicata alle offerte per purificare l’universo;
  • il quarto giorno è il Sugihan Bali, in cui le offerte servono per purificare se stessi;
  • il  terzultimo giorno è definito Penyekeban, e rappresenta spiritualmente il mantenere libera la mente dalle entità malvagie chiamate butha galungan;
  • il secondo giorno precedente il Galungan è chiamato Penyajaan: significa letteralmente preparare dolci per le offerte e spiritualmente rappresenta il concentrarsi (tramite la meditazione);
  • il giorno precedente al  Galungan è chiamato Penampahan (parola balinese che significa macellazione). I credenti macellano un maiale, simbolo di pigrizia, e offrono la carne alle entità malvagie in modo tale che non disturbino l’armonia dell’universo.

Il giorno del galungan ci si riunisce in famiglia per fare offerte agli dei, decorare la propria casa e il tempio famigliare. Chi vive lontano dai propri cari torna a casa e, indossato l’abito più elegante, va a pregare ed a visitare i templi con tutta la famiglia. Il giorno dopo Galungan è chiamato Manis Galungan; è considerate come il giorno da passare con i propri cari: si visitano i parenti e si passa la giornata facendo gite “fuori porta”.

KUNINGAN, IL DECIMO GIORNO

Il decimo giorno dopo Galungan è chiamato Kuningan, ed indica la fine delle celebrazioni del Galungan. Secondo il credo locale durante il giorno del Kuningan gli antenati e le divinità tornano in paradiso dopo aver  visitato la terra durante la cerimonia del Galungan.

Nel giorno del Kuningan le donne balinesi indossano capi di colore giallo: kuningan deriva infatti dalla parola kuning che significa giallo. Questo è il colore del dio Visnu, “il protettore” una delle tre divinità che formano la Trimurti hindu.

Per questo l’offerta principale lasciata agli antenati nel giorno dell’addio è riso aromatizzato alla curcuma, ingrediente responsabile del tipico colore giallo. Il riso giallo è il simbolo della gratitudine degli umani verso le divinità per la vita, la gioia, la salute e la prosperità ricevuta e viene posto in piccole “ciotole” fatte di foglie di palma da cocco. Le ciotole sono decorate con pupazzi, anch’essi fatti con foglie di cocco, che rappresentano gli angeli che portano salute e gioia sulla terra. Altre comuni offerte sono semi, pesce e frutta.

La cerimonia è tenuta nel tempio di famiglia prima che il sole volga a ovest (prima cioè di mezzogiorno) perché da quel momento in poi le divinità e gli antenati tornano nelle loro rispettive residenze nell’invisibile mondo del Niskala.

Le decorazioni più frequenti nel giorno del Kuningan, appese fuori dalle case e dei templi, sono i Tamiang e gli Endongan.

Tamiang significa scudo, ha una forma circolare e rappresenta protezione, difesa e il ciclo della vita. La sua funzione è quella di ricordare agli umani il karma, nonchè l’importanza di proteggersi da soli dai cattivi comportamenti.

Endongan significa sacco delle provviste. È fatto di foglie di cocco a forma di borsellino o tasca. Gli hindu balinesi vi mettono dentro diverse cose: semi, frutta, tuberi. Simboleggia la riserva di cibo riservata agli antenati per il loro viaggio di ritorno in paradiso.

Ogni mese – se non addirittura ogni settimana! – a Bali ci sono cerimonie, festival, parate e festività religiose da celebrare. Se vuoi approfondire una delle ragioni per cui Bali si chiama “isola degli dei”, leggi i nostri articoli dedicati a tutti gli eventi di Bali.

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